Nebraska

nebraska-postera volte ritorno
Un mese che non andavo al cinema, due mesi che non scrivevo qui.

Montana. Woody è un vecchietto dai capelli elettrizzati e vaporosi che svolazzano col vento, claudicante e sordo a tutto quello che non vuol sentire. Convinto di aver vinto un milione di dollari decide di partire a piedi in direzione Lincoln, Nebraska, città in cui deve riscuotere la fittizia vincita.
Dopo una serie di false partenze, il figlio David, che altro non ha da fare oltre a piangere la dipartita della fidanzata cicciottona, decide di condurlo nella folle impresa, consentendone l’illusione ma cercando di contenerne la delusione imminente.
Nel lento viaggio on the road che attraverserà tre stati e varie vicende tragicomiche, decidono di sostare qualche giorno nella città natale di David, creando così un’occasione di incontro per l’intera famiglia che da quindic’anni non si vede riunita

nebraska-film-02Nebraska3Qui si aprono siparietti surreali, immobili e muti che dicono tanto se non tutto sulle relazioni tra i personaggi e di questi con la vita nella provincia americana, in cui tutto è mosso dai soldi, anche quando questi non esistono.

Uno di quei casi dove la scelta del bianco e nero (tira ultimamente eh ehh) è più forte di cromie studiate e calibrate, e funzionale alla storia, dove i dialoghi e i personaggi sono caratterizzati così bene che

tumblr_mw96x4dRtB1t0g3ygo1_r2_500fanno dimenticare qualsiasi bisogno di colore.
Tra le varie faccione simpatiche e quasi caricaturali, alla terza ripresa mi dico ‘ma io questo lo conosco, ma sì dai che è famoso..’
nebraska-bob-odenkirk-600x400e devo dire che ci ho messo più di un ninìn per capirlo, ma alla fine ho collegato, è proprio Lui (che vergogna, scusate), ma tra tuttitutti però la mia preferita è lei:

Film_Trailer___Nebraska_un’apparente innocua nonnina, che si scopre essere l’elemento più folle della famiglia, munita di inesauribili frasi scorbutiche e scurrili, è il personaggio più sguaiato e divertente del racconto; insomma una vecchina adorabile e io lo sento che invecchierò come lei (♥).

In equilibrio tra risata e lacrimuccia ci racconta l‘educazione alla perdita dei genitori e all’avvicinarsi al loro mondo oramai senile, fatto di piccoli desideri e capricci, che se esauditi posso ristabilire l’equilibrio emotivo, tra un padre che nella vita ha fatto tutto – guerre, famiglia, imprese- sempre senza porsi una domanda ma demandando tutto all’alcol, e un figlio spaesato che alle domande irrisolte trova soluzione e pacificazione nel riavvicinamento con il padre.

Ma non vi immaginate uno di quei film che vogliono fare forzatamente quelli “impegnati”, vi farà ridere come quelle persone monoespressive che con voce monotòna dicono battute irresistibili senza fare neanche una smorfia di compiacimento (insomma questa roba qui).

Io ve lo dico, per me uno dei poster più belli dei belli, che non stiamo neanche a farne di alternativi, ché non si può. Capito?

Verdetto: andate al cine, e chiedete se vi regalano la locandina, magari con voi funziona.

Visto con: Gimi

Wind

Bambini come palloncini.

Frances Ha

frances_ha_xlg Primo film al Torino Film Festival (l’accredito! io volevo l’accredito!) e amore a primo trailer.
Mentre Virzì in sala ci presenta il film fa partire un siparietto tutto fuorché divertente dove elogia la presente e imbarazzata Greta Gerwig – che tanto non serve noi già la amiamo tutti – e tra le scene imbarazzanti ci dice una preziosa chicchetta: il suo ultimo film è stato ispirato proprio dalla cara Greta. L’idea di Tutti i santi giorni prende infatti spunto da una scena di Greenberg in cui Greta canta in un desolato night, dove gli spettatori sono quattro amici in croce e il disagiato Ben Stiller, e da lì la trasposizione nella coppia Thony e Luca (dopo questa notizia l’ho dovuto rivedere).

Scroll alert: questo potrebbe essere il post più lungo della storia, mia.

New York. Frances ha 27 anni ed è una ballerina, ma non di quelle chignon, magrezza e piedi sempre in prima, lei è goffa, di quelle che se corre inciampa e cade di faccia, non abbastanza brava da entrare nella compagnia di danza e che così finisce ad insegnare ai bambini i primi pliè. Frances ha una metà, che non è il ragazzo con cui non vuole andare a convivere, ma il suo doppione “con i capelli diversi”, Sophie, la sua migliore amica, coinquilina e amore platonicotumblr_mwoh5qj0yW1qdydhqo2_500 E come tutte le storie d’amore che vale la pena raccontare, la relazione subisce un colpo e una scissione: Sophie decide di cambiare casa, preferendo il quartiere in e una nuova coinquilina antipatica senza pensare alla sua metà, Frances, che così si ritrova improvvisamente a dover pensare al singolare e a capire cosa fare della sua vita.
Sull’onda dei cambiamenti in corso anche Frances decide di cambiare casa e coinquilini tumblr_mwnxx9gpZh1qhhxd4o1_500tumblr_mwnxx9gpZh1qhhxd4o2_500tumblr_mwnxx9gpZh1qhhxd4o3_500 ma questo non è sufficiente a ridarle la stabilità che la vita di coppia le aveva dato fino a prima.
Frances inizia così a prende una botta dopo l’altra, ma nulla sembra abbatterla veramente, più le cose vanno male più lei improvvisa, si sorprende e si delude, senza mai prendere però le cose troppo sul seriotumblr_mw9fgj7KBO1r466yho1_500

La storia che ci viene raccontata non è solamente quella di Frances ma di tutti quelli che come lei devono ancora trovare la misura del loro stare nel tempo e nello spazio, quelli che potrebbero essere affetti dalla “crisi di un quarto di età”. Frances ha 27 anni ma non ha ed è quello che si crede una persona a quell’età dovrebbe essere: adulta e maturatumblr_mwrc1hc3ps1r7xfjuo1_500tumblr_mwrc1hc3ps1r7xfjuo2_500Con la frase “Twenty-seven is old,” Frances viene ulteriormente schiacciata dal tempo che passa e dall’inconcludenza che avanza. Ma se 27 anni sono tanti, a quanti anni si è grandi? Forse andrebbe un po’ rivisto quel periodo che gli inglesi fanno coincidere con i -teen something, l’adolescenza, ampliando il range almeno fino ai twenty- something, ché chi prima dei trenta riesce a trovare casa-lavoro-dolce metà penso possa non solo essere considerato eroe, ma forse anche emarginato sociale in quanto Troppo Tutto.

Uno dei paragoni più immediati che possono saltare alla mente, di storie d’amore dove il sesso non è contemplato, è di sicuro Sex and the city, in cui però a differenza della relazione che ci viene raccontata qui, l’amicizia è vissuta con una quasi totale assenza di alti e bassi e conflitti, come se l’unione delle quattro fosse scontata e inossidabile, il che suona non poco fasullo. Perciò se un confronto deve essere fatto il più azzeccato è sicuramente quello con Girls.
Aperta parentesi: ma l’avete visto il trailer della terza stagione? Chiusa parentesi
Il paragone è così calzante non solo per la presenza di Adam (per me lui resta Adam)tumblr_mwnxqkJIHQ1qhhxd4o1_500ma per quella resa schietta e autentica da sembrare di vedere una puntata scritta da Lena Dunham in persona, della durata di un’ora e mezza.
Per chi si starà chiedendo ma chi azz è Greta Gerwig?! ecco, è lei quella che balla sempre
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Il film finisce e siamo tutti un innamorati, con un bianco e nero che aiuta a togliere una collocazione temporale e una Colonna sonora (bellezza) un po’ 80s, usciamo un po’ disorientati canticchiando il motivetto per almenoalmeno 15 minuti garantiti.

Lo so, potrebbe sembrare un film facile da odiare, ma non fatelo, guardatelo.

Visto con: Andrew, Giacomo, Gian Maria e Raffaele.

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