Anna Karenina

anna-karenina-movie-2012-posterGelida Russia, XIX secolo. “Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, ecco questa era l’unica cosa che sapevo di Anna Karenina, uno dei migliori incipit di sempre e invece qui Zac si salta a piè pari e ci si tuffa subito nella storia, o meglio, tra le quinte di un gigantesco teatro, in un trasformismo da vertigini che però una volta entrati nel meccanismo affascina da bocca aperta e ooohh aaahh!
Cose che all’inizio ti chiedi ma quello chi è dove va e perchè?! ma poi Tac all’improvviso tutto è chiaro, e anche se i nomi sono i più strambi  le relazioni contorte e quegli abiti non li metteremmo neanche su un red carpet, la seduzione il corteggiamento e l’amore sono gli stessi che muovono ancora tutti noi, anche se qui si svolgono a suon di mazurka

tumblr_mgrdrxBMwA1qcxmn4o1_250tumblr_mgrdrxBMwA1qcxmn4o3_250tumblr_mgrdrxBMwA1qcxmn4o6_250

Tutto magia bellezza e poesia, tutto perfetto, se non fosse per lei tumblr_mdizrlubLa1qbar1do2_500 la cagna di keira knightley che tutta leziosetta manca totalmente nel sostenere il peso del suo personaggio, e ai suoi mille pensieri paure umori paranoie adatta la sua solita bocca Sempre semi aperta, che pensando così di trasmettere un non so che di sospeso o sorpreso lascia senza meraviglia alcuna un fastidio che ti prude tutt’attorno. Ma vabbè diciamo che il film è solido e lei e il suo mentone non lo rovinano, anche perchè a rimediare ad ogni suo sospiro vuoto c’è luitumblr_mdizrlubLa1qbar1do1_r1_500

Aaron Johnson, che riempie lo schermo con i suoi baffetti all’ insù e la sua carica maschia, che voglio ben vedere se la keira non si è divertita a farci le scene di shessho..
Che uno poi va a vedersi il film anche perchè sa che c’è Jude Law, se non fosse che poi nel film è così Post-300-Insert-Photo-1al sex appeal e all’occhiolino facile sostiuisce il capello rado e nuvoloso prendendo però pieno possesso del suo ruolo, uomo di fede e fedeltà totale, che zero ne dice e un milione ne pensa, resta composto con tutte le sue forze così tanto da non aprire quasi bocca neanche di fronte ad un tradimento sbattutogli in faccia.
Una trasposizione che offre tutta la potenzialità di un camaleontico teatro e la velocità e potenza del cinema, e vista la mole del mattone cartaceo non si potevano certo riproporre tutte le singole scene con spiega compresa, e così un’immagine si fonde nell’altra tra sipari che scorrono velocissimi mentre i suoni sfumano in ritmi e canzoni, regalando così un fluire liscio alla complessa storia. Certo è che se l’avessi letta magari avrei pure qualcosa da ridire, ma siccome così non è resto soddisfatta della maestosità e delle trovate ceniali, che se non avessi saputo chi era il regista avrei azzardato un Baz Luhrmann, e invece no, poesia ed eleganza made in england. Joe Wright che nei film in costume ci sguazza sbaglia per l’ennesima volta a portarsi appresso la mascellona, ma c’azzecca invece nuovamente con quel faccione simpatico dell’ ex darcy che mica l’avevo riconosciuto ora nel fratello corna-propenso, e con una tendenza che ha saltato qualche secolo stanno un tempo come ora, tutti nascosti dietro un baffonetumblr_mgoozsZ4bZ1qfwmbxo1_1280tumblr_mgoozsZ4bZ1qfwmbxo2_1280E per una volta dico Non scaricatelo, non può essere visto in uno schermo da 15 pollici, fatevi un regalo e quando esce andate a dare due soldi al cinema vicino a casa.

Visto con: Sebastiano

Il topo sul tetto

Ed ecco spuntare da un mac forse da buttare due post scritti mesi fa la dove faceva caldocaldo, e siccome non si butta via niente eccoli qua:
Stanotte non si dorme, crichcrich c’è qualcosa alla mia sinistra che mangiucchia il tetto. Pensando di trovarmi una bestia a 2 centimetri dalla faccia dalla paura salto in braccio a Valeria che imperturbabile mi dice che sicuramente saranno i cani qui fuori. Già, a meno che i cani non corrano su e giù per il tetto questo sicuro dev’essere un topo ciccione. E passiamo le ore a sentire questo che si mangia le foglie secche sopra di noi in attesa che ci piova in testa. Tra un caldo indecente, che se scuoiarsi fosse un’opzione lo farei, e topo sul tetto, la notte passa e a darci il buongiorno troviamo il caro antonio che col solito cappellino in testa come ogni mattina ci fa trovare tè e caffè caldicaldi, bom dia. Prosciugati di ogni energia fisica e mentale passiamo la giornata tra divano e sdraio in terrazza, tra cagnoni che ci annusano e un micio che impersona la definizione di gatto. E cosa può fare sempre bene ad un italiano in trasferta? La Pasta. Piattone con tonno e pomodoro che non c’è mai stata combinazione più buona e la salute ritorna. Pelicula noite e tra giga e giga di film optiamo per the insider che clive owen va sempre bene, ma non è fico a sufficienza per tenermi sveglia, e con la bava alla bocca mi risveglio, ma come? è uscito poi da sta banca o no?! Vabbè, lo riguarderò alla luce del giorno che magari non mi addormento.

Scritto: con Lastra che fa le fusa

Maialetto offerto in sacrificio per noi

Com’è che qua sono sempre la prima a svegliarsi? Fortuna che c’è antonio che fa un po’ di compagnia. Colazione pronta, biscotti al cocco come piovesse e costumino dritti in spiaggia. Bagnetto e sole che chi si muove più da qua, e infatti pranzetto al dolphin, il bar più gettonato della spiaggia, con sopa de peixe con pasta grande come il piatto, la cottura al dente non ha mai varcato i confini italici.
Ruggero ci dice che oggi in nostro onore è stato ucciso un maialetto che sarà la cena di questa sera, ciao rimorso e gnammi. Per fare le cose per bene andiamo al negozio di alcolici dell’indiano vicino al benzinaio, che io mi aspettavo di trovare due bottiglie di vino dal sud africa e un liquore alla banana e invece no, sti indiani sono super forniti che neanche al carrefour trovo tutta sta scelta. Ma! Cosa vedono i miei occhi! Una scorta decennale di sangria don simon, deciso, stasera aperitivo con sangria e altro che pesche tagliuzzate, mango e papaya a gogo.
Ma la cenetta non viene data in nostro onore, figurarsi, la dipendenza da calcio arriva fin qua e stasera ore 9.45 in punto calerà il silenzio in casa per vedere il milan, vabbè ci ritireremo nelle nostre stanze. Magia, oggi in questa casa fa il suo ingresso un decoder, e tac mille canali davanti a noi, e cosa scegliamo di vedere tra quest’infinita scelta? Il tg1, e dall’essere un’autorevole (tzè) fonte di informazioni nel nostro piccolo paese, a migliaia di chilometri di distanza altro non sembra se non una parodia di un telegiornale, e sulla notizia “allarme pidocchi tra i bambini” ci guardiamo senza parole, forse casa non mi manca poi tanto… Maialetto divorato che ai cani non resta che ciucciarsi l’osso e la partita inizia, allergica al calcio a casa figurarsi qui me ne vado quatta quatta a dormire, cia’.

Scritto: con l’odore di insetticida sotto il naso