La vita di Adele

tumblr_mvdmiiifQw1sb1vzto1_500Sull’onda del nuovo corso di francese e del mio amore per tutto il cinema francioso vado a vedere il film in lingua originale, che è sempre più bello.
“Ma vai a vedere di sabato Pomeriggio un film Francese il lingua Originale che dura TRE ore?”
(vi presento Fefè il mio nuovo coinquilino, immaginate il tutto detto con un Forte accento calabrese)
Sì, e dovresti farlo anche tu.

Adele è una liceale: ha i capelli disordinati, i denti simpatici, mangia e dorme con la bocca aperta e adora leggere. Seguendo i brani di Vita di Marianne che gravitano attorno al tema dei colpi di fulmine, dell’amore all’improvviso, passiamo alla vita di Adele, un racconto privo di eventi straordinari ma fatto di elementi semplici, quotidiani, che compongono un quadro più che realistico.
Dopo un casuale e abbagliante incontro con Emma la ragazza dai capelli blu, Adele ne resta stravolta, e accecata perde ogni coinvolgimento nella relazione con il bello e non dannato della scuola. Senza chiedersi, spiegarsi o spiegarci perché, Adele ne è attirata come una calamita, folgorata proprio come in un colpo di fulmine.
L’attrazione è reciproca, senza farsi domande sulla propria sessualità, sulla differenza d’età o altro, si sentono spinte l’una verso l’altra da un desiderio non solo carnale ma elettivo, totale. tumblr_muxktag2pt1rvjri7o1_500tumblr_muxktag2pt1rvjri7o2_500tumblr_mvbz30OXvi1qcdlweo1_500Un amore che nasce con un’unione inscindibile che lega corpi, anime e pensieri in scene di grazia e tenerezza infinita, si piega sbilanciato, e muore con una separazione netta, cruda e crudele, fatta di manipolazione, possesso, gelosia e legge del più forte, così realistica che strugge in fiumi di lacrime
Ad essere messe a fuoco sono le due protagoniste, lasciando un minino di spazio a ciò che gravita loro attorno, e nulla al resto. A distanza di pochi centimetri vediamo ogni loro movimento, sguardo, desiderio e pensiero. Così spontaneo ai nostri occhi da dimenticarci di essere al cinema, e non siamo neanche a teatro, stiamo spiando dalla strada l’interno di una casa dove la luce è sempre accesa.
Il realismo totale del film non è solo dovuto alla telecamera incollata ai loro volti, ma soprattutto alle due protagoniste: Léa Seydoux dura e spigolosa (ai miei occhi quasi irriconoscibile e lontana dalla bionda e dolce Candy) che recita la parte di Emma, e Adèle Exarchopoulos che non interpreta il personaggio Adele, ma è Adele.

Dopo 179 minuti vorrei ancora ore e ore intere da passare con Adele, così vera e irresistibile che ci si affeziona al punto che, al contrario di Emma, mi è difficile lasciarla andare.

Avrei potuto parlare dei primi piani di nudo, delle lunghissime scene di sesso saffico (e non) dove non viene lasciato spazio alla fantasia, dei gemiti o della finta vagina che hanno usato ,ma non l’ho fatto e non lo farò perché il film Non è queste cose. Non è un film sul sesso, non è un film sulle storie omosessuali, è un film sull’Amore.

Se usassi ancora quel quadernetto dove scrivevo Dove avevo visto il film, Con chi, A chi lo consiglio e il Voto scriverei:
Cinema centrale, Alfonso, A tutti e NOVE. (Solo perché di 10 ne ho già messo uno, e non si può replicare).

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Visto con: Alfonso

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