Tutti i santi giorni

tutti i santi giorni posterCapita che ti trovi all’una di notte che dopo aver giocato a tutti i giochi in scatola prodotti negli anni ’90 venga voglia di un film. Apri un hard disk non tuo e cosa spunta? il film di Virzì che mi ero rifiutata di vedere, vediamolo.

Roma. Guido e Antonia sono una bella coppia. Lui fa il portiere di notte in un prestigioso hotel, riempiendo le ore piccole con tomi di letteratura tedesca. Lei fa l’impiegata in una compagnia di autonoleggio, in una stazione Tibburtina Mai vista così piena di gente.
Lui toscano, lei siciliana, entrambi trapiantati nella città eterna, circondati da quella romanità oscena che abbiamo già visto qualche giorno fa, vivono una quotidianità lontana dalle proprie aspirazioni. Guido, dolce, tenero, paziente e romantico, nonostante la mente onnivora e la cultura sopraffina si tiene stretto il suo lavoro statico dove la mente non è rischiesta, Antonia invece, verace, istintiva, dotata di una voce meravigliosa, trasforma quello che in gioventù era il suo lavoro, la cantautrice, in semplice passatempo. Mediando i loro io trovano un’intesa totale, bella. Ma l’idillio neanche a dirlo viene minato da desideri non facilmente realizzabili.

Quest’estate ovunque andavo vedevo sparsi per Roma i poster di queso film e mi dicevo ‘ma che rroba è? ma chi chezz è Thony?!’ vado allora a vedere il trailer ‘ma a Virzì che chezz gl’è preso??!’
E invece.
Sulla quotidianità di una relazione di coppia i francesi come dire.. ci danno merda, vedi La guerra è dichiarata e Un amore di gioventù. Ma non è questo il punto, non è infatti il tema ad essere originale e a renderlo un Bel film, lo è invece (per il nostro cinema) la Naturalezza del racconto. Un film intimista, dove la storia si raccoglie tutt’attorno alla coppia, che profuma di vero, di spontaneo.

Come genuina è la recitazione della protagonista, nata cantantethony tutti i santi giorni Thony si presta al cinema dopo che il caro Paolo se ne ‘innamora’ sentendola cantare, e se dal trailer mi dava un fastidio raro, devo dire che ora mi sta persino simpatica.
Lui invece, Luca Marinelli, be’, non è esattamente sconosciuto. Se all’inizio non mi diceva molto, dopo aver spulciato sul fedele imdb mi sono ricordata di averlo già visto sia ne La solitudine dei numeri primi che ne La grande bellezza (in una parte tanto matta quanto geniale)
e io (forse) un po’ lo amo.

luca marinelli

Virzì si è ammorbidito, addolcito forse da matrimonio+paternità, ma questa tenerezza non mi dispiace per niente. Ahh quanto mi fa bene un ‘lieto fine’ ogni tanto, per 1 ora e 40 ho persino creduto nell’amore, quello che dura.

“Stammi vicino, sempre però, perché io non ce la faccio.
Sempre.”

Non vi consiglio la visione del trailer, no, quello meglio di no che magari vi confonde, però ascoltatevi questo pezzo tratto dalla colonna sonora

e poi andate a scaricare il film.

Visto con: Bache

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