the sessions

tumblr_mkn135UpZR1qarz4ko1_500Anni ’80, California. Mark è un poeta quarantenne costretto a vivere la sua vita in orizzontale, a muoversi su un lettino a quattro ruote, a non potersi mai guardare i piedi ma sempre il cielo. Attaccato ad una macchina per poter respirare, ha quattro ore d’aria al giorno dal suo polmone artificiale. A parte questo è un uomo normale, con dei normali desideri e delle normali pulsioni: vuole una donna e vuole farci all’amore.
Fosse facile, ma se ad ogni problema c’è una soluzione ecco che arriva la desnuda Helen Hunt, terapista del sesso. Ma non quel genere di terapista da ‘si distenda lì sul lettino e parliamone’, nono, del tipo ‘si distenda lì sul letto, si spogli che mi spoglio anche io e la raggiungo’. Che io di una terapia simile non ne sapevo nullaproprio, lontana dal ‘le lascio poi i soldi sul comodino prima di uscire’ è una vera terapia di riabilitazione alle emozioni, al contatto fisico e sì all’atto del sessho. A supportare Mark poi si affiancano altri personaggi, a volte un po’ macchiette: dal H. Macy prete simpaty che ascolta ogni genere di confessioni e fa visitine serali con un six pack di birre, alle donne che lo accudiscono con leggerezza amorevole e guarda caso tutte belle.
Uno di quei film che all’inizio pensi: ‘ecco un’altra storia biografica, nono io questo non lo guardo ché dalla trama già mi sembra una di quelle mattonate impegnate che mi fanno provare pena e rimorso per il mondo interno’. Sbagliato. Il film è esattamente il contrario, sì Mark è nato un po’ sfigato e un po’ di dispiacere a guardarlo lo si ha, ma alla fin fine non è di muscoli mal messi che si parla, ma di quell’altra cosa che paralizza davvero, quella cosa che ti rende veramente invalido, la paura.
Ma una bella vita ce la meritiamo tutti suvvia, e lui al contrario di molti altri ha capito come prendersela. Chapeau.

Visto con: Valentina

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One thought on “the sessions

  1. ottimo film, non banale. non troppo pesante, come potrebbe sembrare. ed è anche commovente ed emozionante. tutti meritano una possibilità. e tutti meritano di essere amati. ma pochi ci riescono come il protagonista. bravi tutti. lo consiglio a chi crede che i diversamente abili non abbiano possibilità. un invito alla riflessione: c’è da imparare da chi sa amare con la testa e con il cuore, più da chi “ama” solo con il corpo.

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