Amour

OPCC_01_AMOUR_8.14_Layout 1Ci sono quei film che vincono premi diqqua, candidature dillà e sai che li devi guardare perchè sì, poi leggi la trama e dici nonono io questo non lo guardo, o meglio, sì lo guarderò, un giorno. Perchè per i film tristitristi si prefigurano due scelte opposte: ‘lo guardo quando sono triste ché è una giornata di merda che peggio di così non può andare’, oppure ‘lo guardo quando sono felicefelice che tanto la tristezza manco mi sfiora’. E invece no, sono arrivata alla conclusione che il giorno giusto per guardare un film tristetriste è qualsiasi giorno in qualsiasi luogo, tipo oggi. Dopo settimane a rimandare e rimandare Sbamm ne ho guardati due di seguito, ed ecco un consiglio: non fate come me che lo guardate in treno e vorreste piangere tantissimo per tipo tutto il film e non potete perché c’è tipo tutto un vagone pieno di gente e anche se ti copri con la sciarpa fino ai capelli i singhiozzi si sentono, ecco sì, magari l’unica cosa che vi consiglio è di non guardarlo in treno.
Francia. Anne e Georges sono una coppia di dolci vecchietti che vive in un appartamento sciccoso della parigi bene, nella calma di un amore che ha attraversato decine di anni, e di una vita ora fatta di musica classica ascoltata in salotto e concertini a teatro. La tranquillità di una coppia può essere interrota da molte cose, ma raggiunta una certa età arriva ad intromettersi quella cosa che per tutta la vita detestiamo perché non è il suo momento: la malattia. Che da giovani rallenta la corsa forsennata al fare, che neanche dormire mi piace perché mi riposerò quando sarò vecchio, e poi arrivi a quell’età dove la vita sembra essere passata ormai tutta e arriva Lei. Una malattia che abbattendosi sull’indifesa moglie le paralizza la metà del corpo e invalida l’indipendenza di movimenti e volontà. Così il marito, pronto al suo compito e privo di qualsiasi giudizio, si prende cura della donna amata per una vita, standole accanto in ogni momento. Ma il male non è meno insopportabile a quell’età, e la sensazione di essere frenati o legati arriva comunque, ancora più pesante dopo un’intera Lunghissima vita di indipendenza, e il dover chiedere aiuto per ogni singolo bisogno diventa imbarazzante e deprimente, e sembra togliere ogni dignità. Parallelamente all’agonia dell’avanzamento della malattia vediamo un marito totalmente dedito, che annulla ogni suo bisogno, pensiero o lamentela difronte alle necessità della moglie, che alle preoccupazioni di un’intera famiglia non somma mai le sue, mettendo in un angolo ogni suo peso, mosso solo da un amore gigante e silenzioso.
Restando insieme a Georges per tutta la durata del film all’interno del luogo del male, lo vediamo sorbirsi interamente il peso della situazione, tenendo lontani tutti perché incapaci di capire la situazione, cercando così di proteggere la moglie da umiliazioni e dalla vista di pianti disperati e ingiusti.
Raccontandolo così sembra essere di una pesantezza più unica che rara alla stiamoci lontani che è meglio, ma non è così, e alla tragedia si inseriscono delle scene sorridere

Amour-Foyerche mi fa poi pensare che in francia è l’anno della sedia a rotelle
urlurlGuardando questa storia straziante, benché si stia al di qua dello schermo, è impossibile non vederci qualcosa di personale: noi o la persona che amiamo, i nostri genitori o i nostri nonni, e per questo preparatevi alla lacrima. Ma non rimandate, fazzoletti a lato e Play ►

Amour

Visto con: quella stronza con questa scarpe qui che ho detto tutto sedutami vicino in treno.

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