Qui sotto a testa in giù il sangue mi va al cervello

Altro risveglio all’alba e altra nuova coppia nell’hotel. Questa volta però vediamo il primo esemplare di fidanzati perfetti: olandesi non frigidi, lei alta bionda dolcissima e bellissima, lui la copia di fabio volo, semplicemente splendido. Tenerissimi a colazione ci chiedono un po’ di noi e scopriamo che dalla tanzania dove lui lavora hanno iniziato un tour dell’africa che finirà in asia, alla faccia. Visitina pomeridiana del cuccioloso Futu che porta in dono un hard disk colmo di foto e video: di cartella in cartella vediamo futu che nuota con i delfini, futu che fa le foto subacquee, futu che cucina la pasta, insieme a milioni di foto di pesci di ogni specie, coralli e alghe, che alla duecentocinquantesima foto non ne puoi più di vedere macchie di pesci ma cosa vuoi dirgli se ti dice che ci ha messo un giorno intero a selezionarle… Stufe e arcistufe di mangiare riso ad ogni pranzo proponiamo un allettante programmino: per festeggiare l’ultimo giorno di Facu sull’isola domani tutti a pranzo da Stephan, andata. E mentre me ne sto spaparanzata sui divanetti a guardare bb sento valeria che dalla camera urla: Vieni subito! Ossignore cosa sarà questa volta… Entro in camera  e tac! ecco il secondo esemplare diabolico di millepiedi scorpione, questa volta fortunatamente sotto il letto. Sapendo che il crucco non l’ha ancora mai visto, prima di spiaccicarlo violentemente vado a chiamarlo e tutto contento, seguiti dal fedele Amisi ritorniamo in camera. Neanche il tempo di mostrare la bestia al crucco che Amisi è già disteso sotto il letto con la ciabatta in mano e sciacc! mostro spiaccicato. Volendo capire da dove entrano studiamo ogni foro della stanza fino ad arrivare alla porta dove altro che forellino, troviamo vere e proprie autostrade per bestiacce striscianti. Dando finalmente utilità al tu style comprato in aeroporto sigillo tutta la porta di fogli di giornale, sapendo che se tutto va bene dureranno al massimo finché Donna Fina verrà a pulirci la stanza, evabbè. Vestite e profumate, eau de autan, vediamo che i nostri due cavalieri ci stanno già aspettando per andare a pranzo, galanti. Arrivati da Stephan veniamo accolti dal solito cane albino e sordo e sapendo della non troppo contenuta attesa che ci aspetterà prima di mangiare ci facciamo consigliare un refresco, l’onniscente futu propone una schweppes al frutto della passione, la bontà, ma perché in italia non esiste?! Che il pranzo abbia inizio, e il nostro tavolo viene sommerso di infiniti piatti e piattini: calamari, granchio al cocco, piselli al curry, pollo al gelsomino, dadini di patate e zucca, pesce misterioso ricoperto di salsina mistero e ovviamente l’immancabile riso in bianco. Non contenti e sul punto di esplodere concludiamo il pranzo di natale  con caffè quello vero e il dolce al cioccolato più cioccolatoso che esista, ora posso morire. Rotolando arriviamo a casa di indiana e futura sposa per chiedere del nostro imminente futuro: sapendo il livello di tragicomeddia dei mezzi pubblici speriamo di trovare un passaggio in macchina che ci porti a Pemba per rinnovare il visto. In attesa che finiscano il loro pranzo domenicale e di risposta, andiamo ad aspettarli al cinco portas con i piedi a mollo a bordo piscina. Qui incontriamo la solita vecchia rugosa con la solita aria da stronza che destino vuole che incontriamo in ogni singolo posto, a partire dall’aereo di ormai un mese fa, e la splendida coppia di olandesi. Futu si lancia nel suo perfetto olandese in una chiacchierata che sappiamo sarà infinita, e mentre io e valeria ci godiamo il tramonto dal terrazzino sul tetto arriva il mio amato facu portando tristi notizie: la barca che domani prenderemo domani parte alle 5-5.30 e solo una volta arrivati a tandanhangue scopriremo se avremo un passaggio o meno fino a Pemba. Benon. Circondate di zanzare e nel buio più totale andiamo a impacchettare tutte le nostre cose nei gigazaini pronte per il viaggio incognita di domani.

 Scritto: con un raro venticello

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