Affanculo Donna Avventura

Ore 7. Squilla il telefono, Isabel mi chiama, e io mi rigiro dall’altra parte. Certo che qua la gente non dorme mai.. Ore 9, con il sole alto da ormai cinque ore forse è arrivato il momento di alzarsi. Solito finto caffè in bustina e soliti biscotti all’arancia. Forse è il caso di richiamare Isabel. Quando si dice che una giornata inizia bene: fortuna vuole che il ragazzo di Davinia, una delle spagnole della Fondacao, debba andare in macchina da Pemba a Ibo proprio questo lunedì mattina e può portare anche noi! Felicità. C’è un unico problema, non possiamo dormire qui una notte in più. Neanche il tempo di dirlo a Renato che già siamo invitate a stare da lui. Non si sa bene come e perché ma alla fine va Sempre tutto liscio. E noi ringraziamo. Puntatina quotidiana da Pieters per occupargli tutta la rete ed è già ora di pranzo. ‘L’autista’ passa a prenderci e ci dice che oggi mangeremo al Pirata. Ohh era ora, dopo averlo sentito nominare infinite volte finalmente ci andiamo. Accompagnato Fulvio ‘il tenero’ all’aeroporto ci dirigiamo fuori Pemba e il paesaggio inizia a trasformarsi. Spunta la terra rossarossa che vedevo dall’aereo e che mi lascia sempre senza parole e compare su entrambi gli orizzonti l’oceano blublu. Con gli occhi a cuore e felice come una bambina faccio video su video finchè dalla strada principale ci infiliamo in una più piccina sterrata e inizia il safari. Di buca in buca scendiamo verso l’oceano e i miei video diventato sempre più mossi finchè decido di godermi il panorama e ciao. E io che pensavo che il Pirata fosse un semplice ristorante di italiani in centro a Pemba, ingenua. Ignare di cosa ci aspetta arriviamo qui Se durante il viaggio ero senza parole qua resto senza fiato Ma allora questi posti esistono davvero e non solo su Donna Avventura… Il tempo delle presentazioni e già stiamo nuotando nell’oceano bollente. Io e Valeria ci guardiamo e ci chiediamo: ma cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo? Senza risposta continuiamo a nuotare in questo oceano sconfinato insieme ai nostri nuovi amichetti, che nonostante l’età e i mille viaggi fatti in africa sono felici e contenti come noi. Ritorniamo al bungalow e Susanna ci fa preparare una deliziosa pasta ai frutti di mare. Susanna è un gran personaggio, con il compagno Carlo si è spostata in Mozambico dieci anni fa e da allora non sono più tornati. Creatori di questo paradiso, vivono con la loro bellissima figlioletta più piccola che parla disinvolta tre lingue contemporaneamente. Siccome halloween quest’anno cade in mezzo alla settimana lei e i suoi amichetti lo festeggiano oggi e il dolze papà le ha cucito un vestito da sposa cadavere. Tutta coperta di sangue e con una spada che le trafigge la pancia ci saluta e se ne va al festino. Felici e con la pancia piena ritorniamo in spiaggia a goderci il sole che cala distesi sulla spiaggia bianca. Momento perfezione, se non ci fosse quel pirla dell’architetto che altro non riesce a fare se non parlarci Tutto il tempo di architetti, architetture e archi-due palle. Lo lasciamo parlare e stacchiamo il cervello. Il sole è quasi calato ed è ora di andare, ma prima magari dovremmo anche pagare. Come sempre nonostante la nostra insistenza ‘il papà’ ci offre il pranzo e ci dice la perla del giorno: “ Mia nonna, classe 1902, diceva sempre: io sono femminista, ma quando sono al ristorante me ne dimentico!”. E su questa frase ci lasciamo offrire il pranzo e ringraziamo. Ultima puntatina del giorno da Pieter e non ci resta che impacchettare tutto nelle nostre case da spalla e andarcene a dormire per l’ultima notte da Carlo.

Scritto: mentre cancello la mia iscrizione da Donna Avventura.

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