The divide

New York. Dall’interno di un palazzo e attraverso gli occhi della protagonista vediamo piovere dal cielo infinite palle infuocate drittedritte a far esplodere la città, risultato di un attacco terroristico di un’esplosione nucleare o di chissacchè, non ci è dato sapere, ed è subito panico. Fuggifuggi generale, o meglio, corricorri generale giù per le scale per raggiungere l’esterno, grande idea. Ma l’idea ancora più geniale ce l’hanno 8 fortunelli che nel panico della fuga si ritrovano nello scantinato davanti alla porta di un bunker dove il gentil proprietario tenta invano di chiuderli fuori mentre questi con la sola forza delle urla riescono ad intrufolarsi all’interno, convinti così di mettersi in salvo. Sbamm la porta si chiude, e da ora, minuto DUE, ci ritroviamo all’interno dell’unico spazio che vedremo per tutto il resto del film: l’inferno. Da questo momento, se fossimo in un normale film apocalittico, inizierebbe la disperazione dei poveri 9 sopravvissuti nei confronti dei cari disperi o peggio morti e tutte le probabili ipotesi di salvataggio, e invece no, nessuno ne parla e nessuno ci pensa! Una volta capito che da lì non si esce, almeno finché non lo deciderà il proprietario del bunker Mickey, ora in modalità ‘qui comando io’, l’unica cosa a cui pensano è la fame. Che il delirio abbia inizio! Nelle successive duelunghissimeore vediamo i sopravvissuti degenerare lentamente fino a sfiorare impersonare la pazzia più totale.
Non solo i gesti saranno un tantinino violenti
ma anche l’aspetto fisico sarà portato all’estremo, con gran felicità dei truccatori che con questo film si saranno come minimo comprati casa

Ed ecco le sembianze del disagiato impazzito, risultato di ore e ore di trucco. Ah si, non l’avevo specificato, nel film c’è Lui, che da belloccio con la bocca storta che piace Sempre e comunque si trasforma in un filo nazi con la faccia sfasciata che dio ti prego non ti azzardare a sfiorarmi. puahh! Totale perdita dell’umanità quindi, soprattutto dal lato psicologico, che investirà uno ad uno tutti e 9 i sopravvissuti, o forse no?
Ringrazio  maledico chi mi ha consigliato questo film e chi mi ha costretto a guardarlo fino alla fine. Nonostante il film sia di un regista francese questo non è sufficiente a farmelo piacere, due ore sono lunghe da passare nella stessa stanza, soprattutto se non sei Polanski.

Visto con: Mattia e l’alluce parlante.

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