Travolti dalla cicogna

Lontano dall’esserne cosciente eccoci alla seconda puntata di ‘voglia di maternità’, saranno gli ormoni impazziti a guidare il mio dito su download? Bah, sta di fatto che al secondo tentativo sull’argomento maternità ho fatto centro. È deciso: questo è l’anno dei film francesi. Uno, uno solo mi ha deluso, o è il mio gusto infallibile nella scelta o l’alta percentuale di film belli, una delle due, decidete voi.
Francia. Dopo un corteggiamento divertito attraverso i titoli ammiccanti dei film noleggiati nella videoteca di lui, Barbara, laureanda in filosofia, decide di cedere e uscire con il bel Nico. Pochi appuntamenti ed è subito amore, di quello così gigante che ‘tutto il resto non esiste ci siamo solo noi, perfetti’. E sull’onda di questa passione unica decidono di rendere la loro unione indelebile concependo un figlio loro. Ed è subito trio. Galvanizzati dalla notizia abbracciano il cambiamento consapevoli di non essere preparati, credendo però che l’amore possa colmare qualsiasi lacuna. Ma la nascita di un pargolo non è tutta puccipucci e vestitini, i lati negativi dell’essere una giovane coppia con figlio a carico si verificano inaspettati, ingigantiti rispetto alle rosee aspettative. Depressione, passaggio da donna a incubatrice di bambini priva di qualsiasi femminilità, sensazione di dover fare tutto da sola senza che ne venga riconosciuto il merito, mancanza di intimità e unione a due. Ciò che doveva consolidare e unire indissolubilmente finirà per creare una frattura sempre più larga, i cui lembi sembrano non potersi più riunire incastrandosi.
Divertente nella sua tragicità realistica e sensibile, dà la sensazione di vedere ciò che realmente succede dopo una gravidanza, e questo a mio avviso è ciò che dovrebbe fare un film, farti immaginare partecipe di una realtà fittizzia ma ai tuoi occhi di spettatore veritiera e coinvolgente.
Lui, il protagonista, viene nuovamente riproposto dal regista e diciamo che non si fa dispiacere, sicuramente si fa ricordare Lei, la protagonista, l’avevo trovata insopportabile al primo film mentre qui sa farsi apprezzare.
L’altro, il regista, con il primo film mi aveva subito convinto e con questo decisamente si riconferma.
Questi francesi mi sorprendo di film in film, anche con le commedie romantiche a tema ‘ora siamo in tre’ vanno a colpo sicuro, e il film riesce in tutto quello che l’altro neanche sfiora: ridere di gusto, commuovere con il sorriso e rimandare mente e corpo alla propria esperienza di figlia o madre.
Ma il danno come sempre lo fa chi dà il titolo italiano che con un Travolti dalla cicogna vuole inzozzare questo bel film di quel sentimentalismo finto giocoso e raccapricciante dei corrispettivi italiani sul genere.
Ma sapete che c’è, io me ne vado in Francia. Cia’

Visto con: la schiena ustionata.

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