Brave

Scozia. Merida è la giovane erede al trono del ciccioso re Fergus e dell’elegante regina Elinor. Come vuole la tradizione di ogni regno che si rispetti, la primogenita deve andare in sposa al principe di un potente e facoltoso reame, ma si dà il caso che la rossha principessa poco abbia da spartire con la tradizione. Capello ribelle e arco in mano scorrazza per le foreste con il suo fedele cavallo galoppando contro gli insegnamenti regali dell’assillante madre. Al rapporto fraterno con il padre, selvaggio e verace quanto la figlia, si contrappone un contrastante sentimento nei confronti della troppo presente regina che cerca costantemente di disegnare il destino della scapestrata arciera. Questa principessa, a differenza di tutti gli altri personaggi femminili già visti nei film Disney e di quello che il mondo ha insegnato a noi donnine, non ha bisogno di un’altra metà, Merida si completa da sola. La figura maschile è praticamente assente dalla sua vita e per quanto ne sappiamo, vista la totale svolta femminista del film, la rossa potrebbe pure essere lesbica! I personaggi maschili altro non sono se non elementi simpatici e ampiamente ridicolizzati, macchiette che stanno sullo sfondo coperti da forti donne che prendono totalmente in mano le vicende da inizio a fine, tutto ciò allo scopo di edificare le bimbe che guarderanno Brave come inizio del loro processo formativo, e dietro a tutto questo probabilmente sta la mente della cara regista donna, ebbrava Brenda. Non solo trama e insegnamenti però, i personaggi infatti sono caratterizzati Perfettamente e dal primo all’ultimo tutti trovano il loro spazio facendosi amare facilmente anche grazie ad una mimica che nulla ha da invidiare all’attorialità umana 
e poi questi capelli, ddio la Perfezionee voglio sottolineare che come detto nel post precedente ‘quest’anno va il rosso’.
Sarà che ho la noia facile ma la caratterizzazione dei personaggi è la parte migliore del film e quella più ridere, a questa sono alternati dei momenti che ‘dai so già come deve andare perciò velocizza!’, unica pecca quindi è la trama non così brillante o un minimo cervellotica, ma la pellicola è pur sempre destinata ad un certo tipo di pubblico.
Per continuare sul filone lamentela chiedo a qualcuno che mi spieghi perché chi ha scelto il titolo italiano si è sentito in dovere non solo di passare da coraggioso a ribelle (e per favore ditemi che non è per questo!), ma anche di metterci vicino il titolo originale storpiandolo, Perché? Si sa che il The dà un tono (e tutti i gruppi rockeggianti lo sanno) ma qui non se ne sentiva proprio il bisogno. Parentesi lamentela a parte devo dire che la versione doppiata, che ho scelto di preferire all’attesa di vederlo in lingua originale caRica di R, non è poi così male, tralasciando le canzoni della guarda caso rossa Noemi che però fortunatamente, a differenza degli storici cartoni Disney, sono ben poche e non ne infestano il film.
Se però pensate che i rossi siano senz’anima e che degli arcieri ne avete abbastanza comprate comunque il biglietto, entrate, vi guardate i trailer pietosi di tutti i film d’animazione che usciranno prossimamente e poi vi guardate il Meraviglioso corto La Luna, che vale da solo Tutto il biglietto (consiglio pacchetto di fazzoletti in borsa) e poi uscite. Ma per chi decidesse di restare appollaiato sul sedile a godersi lo Spettacolo ecco, restateci fino alla finefine, dopo Tutti i titoli di coda c’è una sorpresina.

Visto con: Sebastiano

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