Eva

Spagna, 2041. In un futuro forse non così lontano Alex Garel, ingegnere cibernetico, ritorna alla città natale dopo aver ricevuto un’importante proposta: costruire un robot con sentimenti e fattezze umane. Ma il ritorno alla propria città dopo un lungo periodo si sa comporta un viaggio nel passato carico di valige stracolme di emozioni e ricordi dolorosi. Fuggito dieci anni prima dalla ridente Santa Irene, ritrova il fratello David e la tanto amata Lana, entrambi ex studenti di robotica, sposati e sorpresa, hanno una figlia, Eva.
Letta la storia si è facilmente portati a pensare che il film sia uscito drittodritto dagli Studios, e dopo un inizio così

l’ipotesi potrebbe diventare certezza.
E invece no! la pellicola è nientepopodimeno che spagnola. Sì, anche gli spagnoli fanno dei science fiction riusciti e credibili mentre noi no, neanche le commedie.
In un insolito futuro vintage, dove i gatti sono robot, le macchine escono degli anni 80 e alle feste si suona David Bowie, i rapporti tra uomini e androidi sono pacifici e all’ordine del giorno, ma le loro sembianze umane posso ingannare… ok, non vi dirò di più

ah si, dettaglio non trascurabile, nel film c’è lui
sì ok non è Fassbender, ma non gli si può dire di no, e poi quest’anno va il rosso.

Visto con: il sedile che si sposta a 200km/h.

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