Un amour de jeunesse

Parigi. Camille e Sullivan sono una coppia, Lei ama lui alla follia come unica ragione di vita, convinta che l’amore e il suo lui siano Tutto, Lui ama lei ma vuole preservare la sua indipendenza e decide di partire per un viaggio lungo dieci mesi in Sudamerica, lasciando così sola la povera Camille. A legarli in questo periodo è solo una corrispondenza cartacea sempre più sporadica, che finirà per cessare per volere di Sullivan, desideroso di lasciarsi alle spalle questa relazione soffocante che gli impedisce di crescere e vivere liberamente. Totalmente dipendente da questa storia d’amore, Camille tenta il suicidio incapace di vivere una vita propria lontana dal suo Lui. I mesi e gli anni passano senza che i due abbiano più alcun contatto, Camille riesce lentamente a riprendere le redini della sua vita pronta ad affrontare un amore più maturo con il biondo architetto Lorenz. Ma il primo amore come ben si sa non si scorda Mai, e con l’improvviso ritorno di Sullivan la stabilità duramente conquistata forse vacillerà.
Benché il tema sia trito e ritrito, un primo amore raccontato così Bene non l’avevo mai visto, se non nella realtà. Un amore fatto di teneri sguardi, parole, sentimenti ingombranti, contatto fisico costante e attese senza tempo, privo di una qualsiasi componente di mediazione, di chiamate, conversazioni in chat  o messaggini, non distorto da intermediari che ne storpiano sentimenti e intenzioni, ma puro e diretto. Comportamenti irrazionali e nonostante ciò giustificati da un amore che tutto muove e tutto significa nella vita di un adolescente, e a non far passare mai questo sentimento è il dolore provato per la sua fine, indelebile come una cicatrice, imprinting di innamoramenti futuri.
Film essenzialmente incentrato sulla figura di Camille a cui la Creton rende più che giustizia, e poco si sa di ciò che accade intorno alle due storie d’amore della corrucciata protagonista, tutto ciò che vediamo sono questi due amori ugualmente forti ma diversi tra di loro, il primo resterà eterno e indelebile dal cuore spezzato, mentre il secondo, più maturo e meno succube risiede in un’altra area del cuore, permettendo così di vivere in parallelo senza che uno rubi il posto dell’altro, senza sovrapposizioni.
Quando guardo un film in francese non ne esco mai illesa, non so se è il suono di questa lingua a farmi sentire poi quasi più elegante o se è il costante tema amoroso ad aprirmi il cuore, ma di fronte ad una proiezione così delicata da sembrare quasi privata, in un vagone di un treno stranamente silenzioso mi trasformo in un dispenser di affetto.

Visto con: il ricordo del primo amore

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...