Salmon fishing in the Yemen

Londra. Harriet, impiegata innamorata di un belloccio soldato disperso tra la polvere del deserto, scrive al Ministero della pesca e dell’agricoltura per proporre l’improbabile idea di uno sceicco con la fissa per l’amo: la pesca al salmone in Yemen. Alfred, scienziato oramai impiegatuccio dalla vita monotona e con moglie frigida riceve la mail e risponde ridicolizzando l’assurda proposta. Si da il caso però che il portavoce del primo ministro abbia deciso che sì, il progetto deve essere realizzato. Alfred, orecchie basse, è costretto a ritornare sui suoi passi e a collaborare con la bella Herriet e con lo sceicco mezzo santone che desidera e finanzia l’oneroso progetto.
Di questo film sinceramente mi ispiravano ben poche cose: poster che vabbè passabile, trama voto 0 e attori.. ecco lì è nata la mia curiosità, se c’è Ewan, allora lo voglio (devo) vedere. Sarà che è passato un bel po’ dall’ultimo film che ho visto con il mio amatissimo Christian, circamenoquasi un anno dal bellobello The beginners, ma io non ricordavo che si fosse rifatto tutta la dentatura, ora da cavallo! Ma che blahh! Meno mille punti subbito.
Qualcosa di questo film però in realtà mi è piaciuto, la figura di Harriet nel suo essere modatamente steriotipata lascia comunque trasparire un personaggio genuino, che dice esattamente quello che il cuore pensa (ossimoro degli ossimori), e l’unica parte simpatia in cui Kristin Scott Thomas, nelle vesti di cinico capo ufficio stampa del ministero, usa ogni stratagemma valido o meno per salvare le apparenze di un ministro ridicolo e ridicolizzato (scena ridere le chiacchierate in chat).
Che poi sì, ho capito il messaggio dietro la storia: Alfred com’è caratteristica peculiare dei salmoni cambia direzione, risale la corrente, riscoprendo i suoi bisogni, dando voce ai propri sentimenti non più nascosti dietro la facciata del riservato e sovra educato inglesino, ma Lasse Hallström altro non fa che continuare a produrre favolette, ma decisamente non dafavola. Lui e il suo noioso romanticismo buonista, sdolcinato e prevedibile, io me lo immagino come uno degli uomini meno virili in circolazione, e con la sua perdita di testosterone è riuscito a far diventare ewan, no dico Ewan (!) un viscido e inavvicinabile ometto che neanche Danny De Vito, Ovvove. Direi che dopo Buon compleanno Mr. Grape il caro Lasse ci ha lasciato, ho meglio ha lasciato le storie vere per darsi alle fiabe, che per l’amor diddio belle le fiabe eh, ma questa non solo No, ma non è neanche all’altezza di questo titolo. Il mio amore per le commedie romantiche è stato deluso, sempre troppe e troppe poche Belle.

Visto con: una decina di pause prima di arrivare alla Fine

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