The vicious kind

Caleb è seduto in un bar, in pena per l’amor perduto e veramente incazzato: ‘le donne sono Tutte bottane’ punto Dopo un acidissimo monologo introduttivo e un interrogatorio al fratello Peter sulla sua nuova fidanzata, i due fratelli partono alla volta della loro cittadina nel Conneticut, per trascorrere insieme al padre il weekend del Thanksgiving. Da anni in lotta col padre Caleb non parteciperà alla cena, l’unico ospite atteso sarà Emma, la nuova ragazza di Peter, arrivata in macchina con i due fratelli. Caleb vive con il costante pensiero del tradimento della ex ragazza, insonne da una settimana e sul punto di impazzire si sente in obbligo di mettere in guardia il fratello dalla sua nuova ragazza, capelli nerocorvino e occhi di ghiaccio. Proseguendo con il film si capirà che l’incubo e il dolore per il tradimento hanno origini ataviche, e nel tentativo di dimenticare la traditrice e di proteggere il fratellino Caleb finirà poi per invaghirsi contro ogni aspettativa della nuova ragazza che andrà a sostituirsi nella mente dell’instabile Caleb al ricordo della ex. Un traingolo amoroso così fortemente rifiutato e minacciato che finirà per prendere forma velocemente e con il massimo del coinvilgimento.
Innamorarsi di un’idea, dell’idea di una persona, senza conoscerla, perché la fantasia molto spesso è più bella della realtà. Si vuole davvero sempre quello che non si può avere, solo per il gusto della sfida o perché si sa che è sbagliato? Film romantico e maschile allo stesso tempo (come se le due cose fossero poi in antitesi..), drammatico ma divertente. Film degli opposti potremmo dire, con un Caleb tanto persona di merda quanto cucciolo teneroso e indifeso. Il film è fatto e sorretto quasi interamente da Adam Scott, benché la tipa sia bravaebella e pure gli altri non siano male, tutta la nostra attenzione la prende lui, con il suoi discorsi misogeni e sempre sul punto di scoppiare a piangere.
Un racconto del dolore, profondo e così forte da togliere il sonno, ma anche una storia di tentativi di guarigione e catarsi che ricadono in errori sempre uguali da cui è difficile scappare. Non immaginatevelo come una storia d’ammore sdolcicnato o il solito racconto lagnoso di una famiglia disfunzionale, il personaggio di Caleb rimedia e eleva qualsiasi possibile banalità e scontatezza la trama possa presentare.
Un film maturo benché il regista e sceneggiatore al tempo avesse solo 24 anni, con questo suo secondo azzeccatissimo lungometraggio non posso che sperare il massimo per questo suo nuovo film che già mi stuzzica alquanto 

Visto con: la casa vuota e il rumore del vento

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