The raid

the raidIndonesia, Rama lascia moglie e futuro figlioletto a casa e parte insieme alla sua squadra di poliziotti per una missione: prendere d’assalto una palazzina gestita da un potente signore della ddroga. La banda di poliziotti appostata fuori dall’altissimo edificio decide di dividersi in due team, mitra-pistole-coltelli alla mano si entra, che il raid abbia inizio!
Silenziosi e guardinghi come dei gattini (qualcuno ha detto gattini?!)

iniziano a farsi strada tra scale e scale, piani e piani pensando di riuscire a passare inosservati, ma il boss dall’alto del suo quindicesimo piano li osserva, attraverso un’infinità di telecamere disposte in ogni dove, e libera il suo gruppo di fedeli mastini. E dal Takatakatakatakataka martellante dei mitra si passa a insanguinati coltelli seghettati, seguiti da gigantesche simil scimitarre Sszzzang fino a ‘ridurre’ il combattimento a mani nude Uahpuhpuhtahuah e acrobazie da paura. Titolo alternativo potrebbe semplicemente essere: Botte da orbi.
Curiosa è la storia di come è nata l’idea di questo film, il regista gallese Gareth Evans mentre era intento a scrivere una nuova scenneggiatura s’imbatte nella visione di questo video
ebbene sì, M.I.A. e ne resta così folgorato da decidere di fare un intero film su un’incursione viulenta in un gigantesco edificio, questo. E mentre siete lì a guardare braccia e gambe rotanti Blingbling vi arrivano una serie di messaggi e ‘sìsì ora li leggo’, un secondo dopo vi siete anche dimenticati di averlo un telefono. Vi incolla allo schermo, combattimento dopo combattimento, intasa il video occupando ogni centimetro dello spazio visivo, ma non si limita ‘solo’ a questo, a una sequenza di pizze in faccia e acrobazie spettacolari, questo è un Film a tutti gli effetti e in quanto tale non tralascia inquadrature azzeccatissime, musica che scandisce e esalta perfettamente in sincro le menate, colpi di scena da ‘Nuuooo’ e perché no anche un po’ di sentimenti. Meriterebbe un oscar Subito il dio coreografo di queste due ore di bastonate senza tregua, nonostante il combattimento occupi quasi tutto lo svolgimento del film e la location sia limitata e claustrofobica, con soluzioni geniali e un ritmo incalzante non annoia Mai. Di combattimenti ve ne assicuro non ne avrete abbastanza, di violenza ne vorrete ancora di più e vi ritroverete a stare con la faccia contrita e la mascella serrata a sibilare ‘vvaai, ancoraa, deppiùùùù’. Benchè questo non sia esattamente il mio genere di film ne sono rimasta veramente folgorata, e ve lo ripeto: è una Fi.ca.ta.
non vi metto il sublime combattimento finale – con ometto pantegana nano che non muore mai –  ma questo penso possa rendere l’idea.

Visto con: Mattia, Egidio e Adrenalina.

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