The love competition

Una gara, sette partecipanti, un solo vincitore: chi ama di più.

All’università di Stanford un gruppo di neuroscienziati ha ben pensato di misurare, attraverso una risonanza magnetica, quanto l’amore può ‘accendere’ le regioni del cervello comunemente associate agli affetti, per testare così se è possibile che una persona possa amare più profondamente rispetto ad un’ altra. Scelti i concorrenti di età diverse, ad ognuno sono dati cinque minuti per pensare super-intensamente all’amore.Ma è veramente possibile misurare la profondità e l’intensità di un sentimento, che nel nostro immaginario è legato al cuore, semplicemente osservando delle parti del cervello? Potrebbe sembrare che il lato romantico dell’amore, trattandosi pur sempre di un test scientifico, venga completamente escluso, ma così non è. L’esperimento in sè, ai miei occhi passa un po’ in secondo piano e l’attenzione viene tutta concentrata sui racconti dei partecipanti, sulla loro idea d’amore – il bambino geniale: ‘Love is a feeling you have for someone you have feelings about’ – e a chi o cosa il loro pensiero è indirizzato. Particolarmente emozionante è poi vedere l’effetto che questo test, questa immersione totale nell’amore, ha sui partecipanti e scoprire grazie al vincitore che il vero amore, quello che dura tutta una vita, esiste.

Visto con: il dubbione ‘E io, a chi penserei?’

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