Once

Dublino, un musicista a tempo pieno e aggiusta hoover a tempo perso ogni sera canta il suo amor perduto lungo le strade della città, una spettatrice ammirata fermatasi ad ascoltare si complimenta con il rossho chitarrista ed è subito feeling. La ragazza, arrivata dalla lontana cecoslovacchia con madre e figlioletto a carico, ha il grande desiderio di possedere un pianoforte e dedicarsi alla musica, ma tira avanti facendo le pulizie e vendendo fiori e giornali per strada. Ed eccoci presentate due solitudini che si incontrano e si uniscono abbracciando la comune passione. Vediamo il nascere non solo della loro collaborazione musicale, dalla scrittura alle prove alla registrazione del disco, ma anche il loro rapporto trasformarsi da amicizia piena di stima in amore muto, che alle parole sostituisce la musica. La storia d’amore che sembra inizialmente destinata non solo a nessun futuro ma a non dover iniziare nemmeno è raccontata in modo realistico da sguardi imbarazzati, discorsi impacciati e timidi tentativi di approccio il tutto sempre accompagnato dalla onnipresente musica, come appiglio felice ad un amore finito e ad una vita incompleta.
In parallelo alla storia del film abbiamo quella reale che vede lui – già conosciuto nel fantastico The commitments con il quale divide l’ambientazione popolare (se non l’avete ancora visto recuperare ASAP!) – e lei totale sconosciuta, conosciutisi durante il di lui tour decidono di iniziare una collaborazione musicale che li porterà a registrare un album per un film di cui saranno protagonisti (questo). Succede poi che nella promozione del film e dell’album i due si innamorino realmente, e realizzino un altro album insieme che li porterà in un lungo tour in giro per il mondo, e non contenti da questo ne nascerà anche un documentario che segue gli sviluppi di questo amore da favola che però negli anni molto realisticamente finirà.
Voi oramai conoscete il mio ammore per i musical, questo però ne è un esempio un po’ atipico, con la totale assenza del ballo e dei momenti cantati messi un po’ a casaccio potrebbe ricordare più un documentario in cui però la musica e l’amore per questa si respira lungo tutto il racconto. Benchè il documusical sia dedicato più agli amanti del genere che agli amanti dell’amore e della musica, e sia stato girato in pochissimi giorni e con un budget irrisorio la storia e  la musica vanno dritte dritte dove dovrebbero arrivare. Nel solito tentativo di convincervi vi metto la canzone che più mi è piaciuta e che Uditeudite ha vinto l’oscar come miglior canzone originale, e ddici poco 

Visto con: la voglia di rispolverare la chitarra

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