Margin call

New York, siamo in un’importante banca di credito nella seriosa Wall Street, la giornata è iniziata male, ai piani alti si è deciso di licenziare la gran parte del personale e di tenere solo chi veramente vale, tra questi si decide di fare a meno anche del veterano impiegato Eric Dale (uno Stanley Tucci lontano dall’edificio di Prada), questo sul punto di salutare il sottoposto (monociglia cattivone di Heroes) gli consegna i dati di un progetto a cui stava lavorando con un preoccupato “Stai attento”. L’ex ingegnere spaziale ora esperto di numeri finita la giornata di lavoro decide di spulciare il file e di lavorarci un po’ su. La scoperta è agghiacciante, convocati immediatamente il capo nicorette dipendente (Paul cilicio Bettany) e il collega sbarbatello (il lonely boy di Gossip Girl) rivela quanto scoperto: il livello della soglia limite è stato superato, le perdite superano il valore stesso dell’azienda. Chiamato subito Kevin papagorgia Spacy – il cui unico pensiero della giornata è la morte dell’adorata cagnetta – e informate le alte sfere ci si ritrova tutti al tavolo dei potenti (una Demi Moore sempre più tirata, il biondiccio mentalista e un jeremy irons con zazzera) a discutere del nero futuro della compagnia. Il capo dei capi chiede che gli venga illustrato il problema “come si parlasse ad un bambino, o ad un cane” (e qui penso: dai che è la volta buona che capisco cosa sta succedendo) e la soluzione che si prospetta è tanto semplice quanto tragica: vendere immediatamente tutte le azioni al valore di mercato pur sapendo che il loro valore reale sarebbe pari a zero così da liberarsi di un futuro gigantesco debito portando automaticamente sul lastrico tutti i futuri acquirenti. Viste le prospettive al limite della legalità e ben oltre la soglia della moralità forse non tutti resteranno a giocare, ma una cosa è certa, a rimetterci non saranno i colpevoli, saremo noi. Così nei pochi metri quadri degli uffici vetrati sembrano decidersi le conseguenze della crisi mondiale, di cui vediamo solo la scintilla iniziale che porterà tutta La Strada a bruciare.
Con una tensione mascherata da una calma apparente, non ci saranno urla scenate o quant’altro, i dialoghi proseguono a denti stretti sotto le luci di una lunga notte
Il cast stellare fa brillare una storia ben scritta e ben diretta che prende palese spunto dalle vicende che nel 2008 hanno visto protagonista la Lehman Brothers portando luce sui dubbi o sull’ignoranza di alcuni (mia).

Visto con: Egidio e Marika

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