Piccole bugie tra amici

Visto che con il precedente film francese non era andata poi male ci riprovo, questa volta con una commedia romantica.
Parigi, dopo una serata a base d’alcol ddroga e flirtate in discoteca Ludo (quel bel fusto di Jean premioscar Dujardin) fattasi l’alba decide che è ora di ritornare a casa, bello barcollante sciarpetta al collo se ne sale in moto ed ecco che sbadaamm viene investito da un camion! ma non preoccupatevi, è ancora vivo. Subito gli amici si precipitano preoccupati in ospedale ma una volta rassicuratisi sulle sue condizioni apparentemente non gravissime decidono che sì, alla vacanza non si rinuncia e se ne partono allegramente alla volta della villazza di Max a Cap Ferret. La vacanza a base di cenette in compagnia, giri in barca e nuotate che dovrebbe distendere gli animi si rivela invece un fulcro di segreti tenuti più o meno nascosti, mezze verità, pianti e diffusa isteria (Max io ti adoro). Gli amici passano le giornate così tra tintarella corse sulla spiaggia magnate di pesce e confidenze dimenticandosi spesso dell’amico malato ma facendoci credere che nominandolo un paio di volte in realtà a tutti manchi (tzè).
Io le commedie romantiche le adoro e credo non siano mai abbastanza, o meglio ne escono a iosa ma di fatte benebene e davvero godibili poche ce ne sono, e questa è una di quelle. Con l’inserimento di tutti i personaggi stereotipati: quello isterico e ricco (già visto nel simpatico Quasi amici), quello ghei ma sposato con figli, quella che se la tira e troieggia ma fa la volontaria in giro per il mondo e fuma le cannette (Marion premioscar Cotillard), l’attore che ogni lasciata è persa etc. il film non ci fa mancare niente, scene comiche a tratti esilaranti alternate a scene drammatiche sdrammatizzate velocemente e un finale denso di emozioni.
Non so a voi ma a me ha ricordato tantisssimo Il grande freddo (recuperare ora), dalla colonna sonora tutto fuorchè francese che non sbaglia un pezzo, alla storia corale che non si fa scappare il morto (ops spoiler!), il tutto però rivisto in chiave francese e un po’ radical chic vedi barchetta, villetta, tutti fichi e di successo con vite apparentemente perfette etc.
Padrone per quanto mi riguarda della scena comica è Max che con la sua nevrosi ci regala delle risate che non ci lasciano composti e mentre tutti – a partire dalla moglie che lo rimprovera mandandolo in camera come fosse suo figlio – gli ripetono di darsi una calmata io pensavo noo dippiù dippiùù, spacca tuttoo!
Ma poi io mi dico, mi metti jean dujardin che vojjo di’ si fa più che guardare, e dopo quattrominutieventicinque me lo riduci così
ènnoeh! e poi nella locandina me lo mettono lì dietro, sullo sfondo, ma ha vinto un oscar perdinci!
Bene, dopo il mio breve sfogo vi dico di non spaventarvi davanti a quei 154 minuti, il film vola e ne vorreste di più di minuti così.

Visto con: Egidio e Cristina che dorme sulla poltrona

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