Attenberg

 Grecia, in un paesello industriale qualsiasi incontriamo subito le due protagoniste, impegnante in un esemplificativo limone duroMarina, vergine a tal punto da sembrare asessuata e disinteressata in generale ai rapporti umani ha due sole relazioni: una con l’amica Bella (no non l’amica dei vampiri) eccentrica tanto quanto ma al contrario esperta seduttrice e l’altra con il padre, malato terminale con il quale ha un rapporto molto stretto e aperto anche a discussioni confidenzial-spinte.
I dialoghi ruotano quasi costantemente attorno al tema del sesso, sconosciuto all’anaffettiva Marina che ne ha esperienza solo attraverso gli animali protagonisti dei documentari di Sir David Attenborough (di cui il titolo è uno storpiamento) e i racconti dalla navigata amica con la quale ripropone lotte animalesche.
Bella sogna cazzalberi e questo la dice lunga sulla sua visione del sesso, mentre l’amica preferirebbe esistessero tettalberi, e per testare il suo non lesbismo approfitta dell’assenza di pudicizia dell’amica toccandole il seno, senza provarne reale piacere se non visivo.
Confermato il suo disinteresse per il suo stesso sesso resta da esplorare quello per il sesso maschile, il proposito non è però spinto da una vero impulso carnale ma sembra più un esperimento, uno studio scientifico simile a quelli protagonisti dei suoi amati documentari, un atto privo di qualsiasi eroticità e passione. Il prescelto è il primo ragazzo incontrato nel bar di Bella, con il quale attraverso delle lezioni di educazione sessuale più che veri rapporti lussuriosi arriverà a sperimentare le gioie noie del sesso.
I protagonisti del film sono quattro, due donne e due uomini mostrati in contrapposizione: il giovane e vitale corpo femminile e l’introduzione alla sessualità in opposizione a quello maschile in questo caso strumento di conoscenza e corpo in deperimento.
La dualità si ritrova anche nella contrapposizione tra le due figure femminili diametralmente opposte, e nel passaggio della giovane Marina dall’inesperienza dell’adolescenza alla consapevolezza dell’età adulta data anche dal superamento di una perdita. Prima legata in una danza-percorso (scena che si presenta più volte e decisamente evitabile) a Bella, ora può liberare le ali inscenate dal movimento delle scapole (vedi locandina) e vivere la libertà della raggiunta maturità.
Dogtooth (il cui regista in questo film interpreta il fortunato defloratore) film rivelazione del 2009, considerato capostipite di una new wave greca sconvolgendo risveglia l’attenzione e punta i riflettori su un cinema dimenticato, Attenberg approfitta di queste attenzioni e segue in coda con un non velato tentativo di emulazione. Mentre in Kynodontas il nudo, l’eccentricità e la sessualità sono necessari ad un racconto articolato e complesso qui li ritroviamo proposti in modo forzato e decisamente finalizzato alla ricerca della stranezza costruita più che a supporto della storia. Il merito di Attenberg sta però nell’esplorazione di questi personaggi quasi autistici non resi a macchiette e mai giudicati, ma osservati con grazia algida e lentezza muta.
Se Attenberg vi turberà, Kynodontas vi devasterà. Guardateveli, rigorosamente in lingua originale.

Visto con: il vecchietto sedutomi vicino in treno

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