Il mio vicino Totoro

Miyazaki Miyazaki, ma quanto tenero devi essere tu per pensare e disegnare film così?
Vista l’uscita al cinema della sua prima animazione (con solo 26 anni di ritardo) ho ben pensato di guardare uno dei suoi pochi film che mi mancavano.
Tokyo, anni ‘50, molto lontano da grattacieli strade trafficate etc, siamo in una splendida campagna dove due sorelline con il loro papà si stanno trasferendo nella nuova casa. Al loro arrivo vengono subito accolti non solo dalla nonnina tanto tenera ma anche da dei piccoli animaletti neri, i nerini del buio, esserini pieni di fuliggine che occupano le buie case disabitate e possono essere visti solo dai bambini. Con questo primo magico incontro le sorelline iniziano il loro viaggio all’interno della natura e del fiabesco regno animale.
Satsuki, la più piccola e curiosa delle due, seguendo degli zompettanti spiritelli bianchi – che potrebbero ricordare un famoso coniglio bianco – si infila in una verde galleria di rami fino a ritrovarsi alle radici di un gigantesco albero di canfora dal quale, attraverso un tunnel viene catapultata davanti ad un indefinibile gigantesco orsetto tutto puccipucci morbidoso: Tòtoro!
Questo enorme troll è il custode della foresta e vista la stazza non indifferente ha un mezzo di trasporto tutto speciale, il gattobus

io, gattara di professione, con questa apparizione sono stata sopraffatta da un desiderio di possessione travolgente: lovoglio, miomiomio!
L’orsetto dai baffi come stecche di liquirizia, divertente e soprattutto divertito ci regala delle scene memorabili

e nella sua infantilità diventerà il protettore delle due sorelline.
Il dono dell’evocativo Miyazaki non sta solo nella mano dotata e nella mente poetica ma anche nella capacità di rappresentazione realistica dei personaggi, come ad esempio la piccola Satsuki che con quella vocina squillante, la parlata a pappagallo e il pianto facile alle volte è così fastidiosa da ricordare una vera e propria mocciosa.
Se state per guardarlo, procuratevi nelle vicinanze qualcosa di morbido da abbracciare, quest’animazione – guai a chi la chiama ‘per bambini’ – vi farà venire un’immensa voglia di coccole.

Visto con: la voglia di spupazzare il mio gatto

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...